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Tango Podcast in Italiano – Numero 181 – Sono ballabili questi brani?

FAITango ed Ernesto Valles presentano questo podcast con materiale a scopo didattico, e senza fini di lucro, per la diffusione della cultura del tango
In questa puntata per mancanza di tempo ho scelto una selezione di tanghi tutta da ballare.

Potete ascoltare i seguenti brani:

Me Gusta Bailar Con Corte – Juan Cao canta Alberto Bianchi, introduzione Pintín Castellanos;
El Vals De La Montaña Del Sur – Beata Soderberg;
Rebeldia – Orquesta Angel Sica cantano Romeo Gavioli e Freddy;
Calle Florida – Juan Cao canta Alberto Bianchi;
De Mi Arrabal – Miguel Villasboas;
Mareada En La Pista – Beata Soderberg;
Te Dejé Pasar – Juan Cao canta Alberto Bianchi;
El Simpático – Domingo Federico;
Consejo de Oro – Orquesta Sanchez Gorio canta Luis Mendoza.

Cortina iniziale: Junto a Bach en Leipzig – Nestor Vaz Tango Trio.
Sottofondo: El Porteñito – Anibal Arias Cuarteto

Durata: 30′:48″

Podcast pubblicato con il supporto di FAITANGO

AUTORIZZAZIONE SIAE: 3117/I/3001

contatti:

evg@tangopodcast.net
comunicazione@faitango.it

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4 thoughts on “Tango Podcast in Italiano – Numero 181 – Sono ballabili questi brani?”

  1. Ballabili, allegri e gioiosi… in una parola “splendidi”!
    Quando vieni a musicalizzare in Romagna?! 😉
    Paola

  2. Caro Ernesto, provo a rispondere al quesito con quello che mi è chiaro nel cuore e nei passi, ma un po meno in testa…
    I brani sono tutti ballabili, ma effettivamente difficili. La difficoltà sta nella capacità di interpretazione della musica nel ballo. Secondo me tale difficoltà è in parte dovuta al tipo di insegnamento a cui siamo abituati in Europa: troppi stereotipi e poco stimolo alla creatività e alla ricerca del proprio tango. In parte dipende dallo stile: personalmente prediligo l'”abrazo cerrado”, che limita un poco, quando non si disponga di una tecnica adeguata, l’interpretazione di alcuni brani, soprattutto i più moderni.
    A me piace che il musicalizador sia tanto sensibile da capire a che tipo di pubblico si sta rivolgendo e adegui la sua musica al gusto e alle capacità dei ballerini.
    I suoi podcast aiutano certo a conoscere la musica, cosa indispensabile per migliorare la qualità del ballo.
    Con gratitudine
    Francesca

  3. Ciao Ernesto,
    grazie per il tuo prezioso lavoro, complimenti!
    Esprimendo la mia opinione personale, secondo me sono tutti ballabili e sono daccordo nel proporre nuovi brani ossia i meno diffusi e ascoltati però a piccole dosi. Purtroppo a volte per essere originale pensando di “stupire” il pubblico, alcuni musicalizzatori propongono brani mai sentiti e che forse sarebbe meglio non sentire mai!!
    Un brano perchè sia adatto da mettere in milonga dovrebbe avere alcune caratteristiche:
    1. La composizione dovrebbe essere semplice, intuitiva, chiara e soprattutto facile da ricordare. Per esempio il motivo della Comparsita (forse non a caso il tango più famoso) è chiaro, semplice e facile da ricordare. La maggior parte delle persone, tangueros o no “fischiettano” perfettamente la Comparsita. Una melodia intuitiva, originale, melodica e memorizzabile da al tango una impronta, una marca che lo caratterizza e lo differenzia dei mille tanghi in circolazione. Molti tanghi sono di alto livello e musicalmente corretti ma non intuitivi e privi di un filo armonico “orecchiabile” il che li rende difficili da ricordare e quindi da ballare.
    Per esempio, tra le milonghe proposte, De Mi arrabal, anche se non è la versione di Firpo, è la più melodicamente orecchiabile, caratterizzata da un bellissimo gioco tra piano, bandoneon e violino. Un milonga un po’ veloce però chiara, semplice da ricordare e quindi di conseguenza più piacevole e facile da ballare.
    2. La esecuzione è importantissima, ossia che ci sono molte orchestre che sformano versioni con arrangiamenti ed esecuzioni non proprio eccellenti.
    3. La registrazione e la equalizzazione dei suoni. A volte, sia per la data di incisione che per la qualità, il brano ha un suono originale impastato e mal equalizzato. A volte i violini rompono i timpani o la voce è al doppio del volume degli strumenti. Un suono chiaro, gradevole ed equilibrato aiuta la comprensione musicale e lo rende il brano più gradevole all’ascolto.
    Per esempio, non mi piace molto la prima milonga (Me Gusta Bailar Con Corte) in quanto la trovo un po’ scontata (priva di melodia originale) e purtroppo con una bassa qualità di suono ed equalizzazione.

    Di Beata Soderberg trovo che il tango “Mareada en La Pista” sia migliore e più ballabile del Vals che, a momenti è avvolgente e incalzante, ma da ballare ha momenti un po’ noiosi.

    Se dovessi scegliere tra ballare i soliti tanghi conosciuti o tanghi nuovi scelgo la prima opzione… meno rischiosa!!! …. e per ascoltare i tanghi nuovi … ascolto Ernesto Valles …Uruguayo como mi noviaaaaa!!! ;-)))

    Ciao e grazie!!!

  4. Carissimo Ernesto
    ti ascolto assiduamente da un paio di anni e colgo l’occasione per ringraziarti per il prezioso lavoro di diffusione del tango che svolgi con costanza e passione.
    Per quanto riguarda i quesiti che rivolgi agli ascoltatori questa settimana, ecco il mio parere: tutti i pezzi sono ballabilissimi, ad eccezione di ” Te dejé pasar” dove il ritmo è molto spezzettato e la voce del cantante spesso sovrasta il compàs.
    Trovo molto tristi e un pò ripetitivi i brani della Soderberg.
    Ascoltare in milonga pezzi sconosciuti mi fa sempre molto piacere ed è raro che mi mettano in difficoltà dato che ballo il tango da ormai 20 anni ( e da 15 lo insegno ).
    Certamente i brani conosciuti ti permettono di ballare in modo più fluido, facendoti trasaportare dalla musica, sull’onda della melodia, in un’altra dimensione.
    Un bravo musicalizadir secondo me dovrebbe alternare tanghi classici con pezzi meno noti (escludendo categoricamente le marcette) in un mix armonico e ben dosato.
    Adoro Pugliese e mi rammarico che in milonga si ascolti poco, forse perchè non è sempre facile interpretarlo e i meno esperti sono in difficoltà.
    Un caro saluto
    Antonio

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