TANGO PODCAST IN ITALIANO – Numero 19 – Pedro Laurenz

In questa puntata del Tango Podcast, parleremo di Pedro Laurenz, un
importante bandoneonista argentino nato a Buenos Aires nel 1902.
Ha
iniziato la sua carriera suonando il violino, ma ha presto scoperto il
suo interesse per il bandoneón grazie ai suoi fratelli maggiori.
Ha
suonato con diverse orchestre, tra cui quella del pianista Luis
Casanovas e quella del bandoneonista Eduardo Arolas.
Nel 1925, è entrato
a far parte dell\’orchestra di Julio De Caro, dove ha suonato il
bandoneón insieme a Pedro Maffia.
Nel 1926, Maffia ha lasciato
l\’orchestra e Laurenz è diventato il primo bandoneón.
È stato il primo a
sviluppare uno stile interpretativo vibrante e carico di emozione con
il bandoneón, e le sue interpretazioni sono state un\’influenza per molti
altri bandoneonisti del tango come Anibal Troilo e Osvaldo Ruggiero.

Nel 1934, Laurenz ha fondato la sua propria orchestra e ha debuttato al
caffè de los 36 billares di Buenos Aires.
È stato anche un prolifico
compositore, scrivendo molti classici del tango come \”Mala Junta\”, \”De
Puro Guapo\” e \”Milonga de Mis Amores\”.
Ha anche cantato alcune delle sue
composizioni, come \”Nunca Tuvo Novio\” con Alberto Podestá.

Potete ascoltare i seguenti brani:

Mala Junta – Orquesta Tipica Pedro Laurenz;

De Puro Guapo – Orquesta Tipica Pedro Laurenz;

Nunca Tuvo Novio – Orquesta Tipica Pedro Laurenz – canta Alberto Podestà;

Milonga De Mis Amores – Orquesta Tipica Pedro Laurenz;
Yo Soy De San Telmo – Orquesta Tipica Pedro Laurenz;
Berretin – Quinteto Real;

Mal De Amores – Quinteto Real.


Cortina iniziale: Junto a Bach en Leipzig – Nestor Vaz Tango Trio
Sottofondo: Mala Junta – Anibal Arias.

Durata: 28\’ 22”

Bibliografia:
El Libro del Tango – Cronica & Diccionario – 1850 – 1977 – Horacio Ferrer – Editorial Calerna

Commenti

5 risposte a “TANGO PODCAST IN ITALIANO – Numero 19 – Pedro Laurenz”

  1. Ciao Ernesto ti seguo dalla prima puntata podcast, (sono amante del tango Argentino della sua storia e tradizione), seguendovi ho sentito tante cose nuove…, delle vere chicche; grazie a voi che mi permettete di ampliare le mie conoscenze è un vero piacere ascoltarvi ciao da Giuliano.

  2. Ernesto

    Caro Giuliano, grazie per le tue gentili parole, è per persone come te che facciamo il podcast. Ti ricordo però che il Tango non è argentino, bensì appartiene ad un area culturale che si estende un parte delle provincie argentine e comprende anche Uruguay e persino parte del sud del Brasile e ha come epicentro economico e sociale (ma non culturale) la capitale argentina. Dire “Tango Argentino” è secondo il mio parere solo una limitazione e anche uno scippo culturale che si fa all’Uruguay che ha dato tanto al tango, e forse di più dell’Argentina in rapporto alla sua popolazione. In altre parole “Tango Argentino” è solo il prodotto di un centralismo tipico di Buenos Aires, mal tollerato persino nel entroterra argentino, che al giorno d’oggi vuol dire solo una cosa: marketing turistico/ culturale.

  3. Raimondo

    Potremmo quasi dire che ormai è quasi solo “tango”, no? senza ulteriori aggettivi.
    La sensibilità e la passione, il divertimento ed il calore presenti nelle musiche del tango fanno talmente parte della natura umana di base che secondo me è possibile in questo mondo globale vivere ognuno un po’ di tango, almeno del proprio tango.
    Del resto se così non fosse non si spiegherebbe l’enorme (ed apprentemente incredibile) vivacità, vitalità, diffusione e longevità del Tango, in tutte le sue forme, in tutto il mondo.

  4. Ernesto

    Senz’altro! Il tango è tango, punto è basta. In mia modesta opinione non ha bisogno di nessun altro aggettivo. Il jazz è jazz e non ha bisogno d’altro. Certamente ci sono correnti, maniere di suonare – per il jazz dico – ma non ha bisogno d’altro.
    Circa la longevità del tango, la spiegazione non è una sola, sempre secondo me. Una di esse sono senz’altro le varie correnti innovative che ha avuto al suo interno fino agli anni 70, da lì in poi non è che si sia visto molto di più in quel senso. Non parliamo del giorno d’oggi con quello che chiamano tango elettronico, che con onorate eccezioni, a me suona tanto a “curro”, cioè a “sola”. E’ una pietanza con il profumo del tango, ma che del tango ha solo quello. Un altro motivo della longevità è il fatto che per più di una generazione rioplatense il tango è stato l’unica musica della loro gioventù, e quindi quelle persone se lo sono portate come colonna sonora della loro vita fino all tomba.

  5. raffaele

    Credo che l’eterna diatriba tra Tango Argentino-Tango Rioplatense e Tango Tradizionale- Tango Nuevo o Elettronico, non avrà mai fine. Inoltre,le nuove tendenze, purtroppo hanno attinto la loro cultura musicale solo a ciò che ha lasciato Astor Piazzolla, quando già aveva imboccato la strada dell’” innovazione”, piuttosto che ricercare di allacciarsi a cio’ che era stato lasciato prima da altri.

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